Paracoppa THOR – Yamaha Tenere 700

Paracoppa THOR – Yamaha Tenere 700

399,00  (IVA escl. / excl. VAT)

THOR è il paracoppa che ho realizzato per Yamaha Tenere 700.

È il frutto qualche centinaio di ore di lavoro, tra ideazione, progettazione, realizzazione ed un numero ormai incalcolabile di modifiche man mano che il progetto prendeva forma.

Nonostante THOR sia ormai finito e funzionale al 100%, ho ascoltato i feedback di chi lo ha comprato per migliorarlo ulteriormente, soprattutto per renderlo sempre più bello e facile da montare.

PERSONALIZZA IL TUO PARACOPPA:

Alluminio naturaleNero liscioNero texture
Il paracoppa per Tenere 2025 è differente rispetto agli anni precedenti.
La rete viene spedita già installata al paracoppa: scorri le immagini del prodotto per vedere com'è.
Le crash bar Yamaha hanno bisogno di un kit per essere compatibili con Thor: T7 2019-2024: Kit di viti e distanziali. T7 2025: Modifica ai fianchetti.
Include 3 protezioni off-road, scontate del 40%. Il kit comprende protezioni per: pompa freno posteriore, sensore ABS posteriore, cavi acceleratore. Non compatibile con Tenere 700 2025.
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Descrizione

CARATTERISTICHE DI THOR

Materiali

Questo paracoppa è costruito nel miglior alluminio per questo uso.

Lavorando decine e decine di tonnellate di alluminio ogni anno possiamo dire di conoscere bene questo materiale, che si presenta in diverse tipologie, ognuna adatta a scopi specifici. Alcune sono molto tenere e potrebbero piegarsi con gli urti nonostante spessori elevati. Altre non possono essere piegate in quanto presenterebbero criccature che nel tempo porterebbero a rotture, altre reagiscono alla saldatura “cuocendosi” e diventando deboli nelle zone di saldatura.

Questa invece è la perfetta tipologia per questo uso, che utilizzo anche per i serbatoi delle moto da rally. Durissimo, ma che può essere piegato e saldato senza presentare gli inconvenienti sopra descritti, è lo stesso alluminio che viene usato in applicazioni nel campo automotive ma con spessori ben differenti.

Spessori

Il nostro paracoppa vanta una base, quella sollecitata dagli urti, di 5 mm mentre le pareti sono da 3mm. I paracoppa delle motociclette da rally che abbiamo realizzato negli anni non sono mai andati oltre i 3mm che ritengo sufficienti, qui per esagerare siamo andati oltre.

Saldature

Il paracoppa è saldato esternamente a Tig a mano con un controllo certosino della riuscita di questo processo. Internamente ha rinforzi eseguiti a Tig/Mig. Le saldature sono grosse e visibili, non le togliamo in quanto crediamo che la funzionalità abbia la precedenza. E, in una moto da Rally o da avventura le saldature a vista se ben eseguite sono un tocco di qualità.

Ogni saldatura è fatta da me, non delego a terzi.

Peso

Poco meno di 4 chili.

Fissaggi al telaio

Per dividere il carico delle sollecitazioni a cui può essere sottoposto questo importante accessorio che deve proteggere il motore abbiamo aumentato i punti di fissaggio al telaio da 4 ad 8, posizionandone due nella parte alta del telaio, vicino al radiatore e due in prossimità del supporto del leveraggio. Abbiamo scelto questi punti con cura allo scopo di migliorare la protezione del favoloso CP2, il motore che anima la Ténéré 700.

Aerazione

I motori moderni scaldano ed il CP2 Yamaha necessita di essere ventilato nella zona del filtro dell’olio. Questo perché monta uno scambiatore acqua/aria/olio che ha lo scopo di mantenere l’olio motore al di sotto di certe temperature. In pratica ci sono due tubi del circuito di raffreddamento che passano dietro al filtro dell’olio in una flangia alettata che hanno questa funzione. Chiudere il passaggio dell’aria in quella zona lo riteniamo un errore. Abbiamo quindi dato una forma a V al frontale del paracoppa per forzare tutta l’aria che arriva nella zona ad entrare nel grande vano di passaggio d’aria presente nel paracoppa. Tale vano non ci piaceva e per mascherarlo abbiamo pensato di tutto, da una rete in inox ad altri sistemi. Alla fine per ragioni estetiche e tecniche abbiamo optato per la soluzione attuale, una serie di barre orizzontali molto robuste che hanno una inclinazione tale da far sembrare il nostro paracoppa chiuso se osservato senza chinarsi. Ma in realtà la zona del motore è più ventilata che se il paracoppa non ci fosse.

Targa “THOR”

Protezione del cavalletto

Il sensore del cavalletto della T7 è pericolosamente esposto.

Questa piega in fondo al paracoppa permette di deviare qualsiasi urto in direzione del sensore.

Protezione del link

La protezione del link in materiale plastico garantisce un’elasticità ottimale per un’utilizzo costante, senza mai mettere a rischio la T7.

Nella versione originale questa protezione era infatti in alluminio, ma abbiamo riscontrato che dopo pesanti urti questa rimaneva appoggiata al link, facendo più danno che se non ci fosse stata.

Staffe di fissaggio

Per essere montato il paracoppa usa 4 diverse staffe di fissaggio che sono realizzate in acciaio e acciaio inox da 3mm di spessore.

Questo paracoppa è costruito nel miglior alluminio per questo uso.

Lavorando decine e decine di tonnellate di alluminio ogni anno possiamo dire di conoscere bene questo materiale, che si presenta in diverse tipologie, ognuna adatta a scopi specifici. Alcune sono molto tenere e potrebbero piegarsi con gli urti nonostante spessori elevati. Altre non possono essere piegate in quanto presenterebbero criccature che nel tempo porterebbero a rotture, altre reagiscono alla saldatura “cuocendosi” e diventando deboli nelle zone di saldatura.

Questa invece è la perfetta tipologia per questo uso, che utilizzo anche per i serbatoi delle moto da rally. Durissimo, ma che può essere piegato e saldato senza presentare gli inconvenienti sopra descritti, è lo stesso alluminio che viene usato in applicazioni nel campo automotive ma con spessori ben differenti.

Il nostro paracoppa vanta una base, quella sollecitata dagli urti, di 5 mm mentre le pareti sono da 3mm. I paracoppa delle motociclette da rally che abbiamo realizzato negli anni non sono mai andati oltre i 3mm che ritengo sufficienti, qui per esagerare siamo andati oltre.

Il paracoppa è saldato esternamente a Tig a mano con un controllo certosino della riuscita di questo processo. Internamente ha rinforzi eseguiti a Tig/Mig. Le saldature sono grosse e visibili, non le togliamo in quanto crediamo che la funzionalità abbia la precedenza. E, in una moto da Rally o da avventura le saldature a vista se ben eseguite sono un tocco di qualità.

Ogni saldatura è fatta da me, non delego a terzi.

I motori moderni scaldano ed il CP2 Yamaha necessita di essere ventilato nella zona del filtro dell’olio. Questo perché monta uno scambiatore acqua/aria/olio che ha lo scopo di mantenere l’olio motore al di sotto di certe temperature. In pratica ci sono due tubi del circuito di raffreddamento che passano dietro al filtro dell’olio in una flangia alettata che hanno questa funzione. Chiudere il passaggio dell’aria in quella zona lo riteniamo un errore. Abbiamo quindi dato una forma a V al frontale del paracoppa per forzare tutta l’aria che arriva nella zona ad entrare nel grande vano di passaggio d’aria presente nel paracoppa. Tale vano non ci piaceva e per mascherarlo abbiamo pensato di tutto, da una rete in inox ad altri sistemi. Alla fine per ragioni estetiche e tecniche abbiamo optato per la soluzione attuale, una serie di barre orizzontali molto robuste che hanno una inclinazione tale da far sembrare il nostro paracoppa chiuso se osservato senza chinarsi. Ma in realtà la zona del motore è più ventilata che se il paracoppa non ci fosse.

La protezione del link in materiale plastico garantisce un’elasticità ottimale per un’utilizzo costante, senza mai mettere a rischio la T7.

Nella versione originale questa protezione era infatti in alluminio, ma abbiamo riscontrato che dopo pesanti urti questa rimaneva appoggiata al link, facendo più danno che se non ci fosse stata.

Il sensore del cavalletto della T7 è pericolosamente esposto.

Questa piega in fondo al paracoppa permette di deviare qualsiasi urto in direzione del sensore.

Poco meno di 4 chili.

Per dividere il carico delle sollecitazioni a cui può essere sottoposto questo importante accessorio che deve proteggere il motore abbiamo aumentato i punti di fissaggio al telaio da 4 ad 8, posizionandone due nella parte alta del telaio, vicino al radiatore e due in prossimità del supporto del leveraggio. Abbiamo scelto questi punti con cura allo scopo di migliorare la protezione del favoloso CP2, il motore che anima la Ténéré 700.

Per essere montato il paracoppa usa 4 diverse staffe di fissaggio che sono realizzate in acciaio e acciaio inox da 3mm di spessore.

Il paracoppa viene fornito con la targa.

Compatibilità

NOTA: Le compatibilità elencate sono basate su feedback di clienti e non da nostri test, e sono valide solo per la Tenere dal 2019 al 2024, in quanto nessun test è stato fatto sul modello 2025.

Non ci prendiamo responsabilità per eventuali problemi di compatibilità con prodotti after-market di altri marchi.


Crash bar

Crash bar compatibili:

  • Touratech
  • Hepco & Backer
  • Motea
  • YAMAHA (necessario kit venduto come optional).

Crash bar NON compatibili:

  • Givi (è necessario tagliare la parte inferiore delle barre)
  • SW Motech
  • Tutte le crash bar basse o con tubo sotto il radiatore.

Scarichi aftermarket

Il motore CP2 della Ténéré 700, come tutti i motori moderni, è molto strozzato e presenta un improvviso miglioramento delle prestazioni se si sostituiscono i collettori originali.
Abbiamo testato Thor con i collettori completi Akra, Sc Project, XRacing, Fresco, Mivv ed Arrow ed è compatibile con tutti.
Da quanto abbiamo visto, Thor potrebbe essere compatibile con tutti i collettori/scarichi aftermarket.


Cavalletto Centrale

Il cavalletto centrale originale Yamaha si adatta perfettamente al paracoppa.

Per montare il fissaggio centrale del paracoppa è necessario smontare parzialmente il cavalletto centrale, montare il supporto del paracoppa e rimontare il cavalletto.

Altri produttori testati e compatibili: Heavy Duty.

 

Installazione

Il paracoppa è semplicissimo da installare, puoi farlo tranquillamente a casa senza l’aiuto di un esperto.

Segui passo passo le istruzioni nel tutorial video qui sotto:

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